Durante i mesi estivi, l’innalzamento delle temperature ha impatti tecnici misurabili sui sistemi di protezione antincendio, sui materiali utilizzati nei luoghi di lavoro e sulla gestione delle attività operative. Questo aumento di calore non riguarda solo i contesti ad alto carico d’incendio, ma anche cantieri mobili, set all’aperto e spazi temporanei dove il rischio può aumentare in modo indiretto e progressivo.
Questa analisi evidenzia quali fattori tecnici vanno monitorati e quali misure correttive è utile adottare per contenere i pericoli legati al calore ambientale.
Variazioni termiche e comportamento dei materiali
A temperature ambientali superiori a 30–35 °C, si possono osservare:
- aumento della volatilità di solventi, vernici e liquidi infiammabili
- modifica delle proprietà meccaniche e termiche di materiali plastici o tessili (punto di autoaccensione più vicino)
- essiccazione accelerata di polveri e scarti organici, che diventano più facilmente innescabili
- alterazione delle guaine e delle protezioni dei cavi elettrici, che perdono elasticità e aumentano il rischio di arco elettrico
Il DVR dovrebbe tenere conto della stagionalità del rischio in relazione a stoccaggi, lavorazioni a caldo e movimentazione di attrezzature.
L’influenza del calore su impianti e dispositivi
Molti impianti elettrici, generatori o alimentatori mobili sono installati senza una protezione adeguata contro l’accumulo termico. Le criticità più frequenti sono:
- ventilazione insufficiente dei quadri in esterno o in container
- assenza di barriere radiali o ombreggianti per gruppi elettrogeni e trasformatori
- cavi volanti non certificati per alte temperature, esposti direttamente al sole
- elevato assorbimento elettrico cumulativo, tipico di produzioni complesse, che aumenta la dispersione termica
Suggeriamo di introdurre, per i mesi estivi, una checklist tecnica con controlli di:
- temperatura superficiale dei quadri
- stato delle connessioni volanti
- comportamento dei magnetotermici e tempi di intervento
Impatto del calore sui presidi antincendio
I presidi mobili, come estintori e idranti, subiscono anch’essi l’influenza del calore:
- gli estintori lasciati al sole possono raggiungere pressioni interne superiori al limite nominale, causando potenziali malfunzionamenti o sfoghi dalla valvola di sicurezza
- le manichette, se esposte, possono indurirsi o deformarsi, perdendo efficacia in caso di utilizzo rapido
- in ambienti chiusi ma non ventilati (tecnovan, magazzini mobili), i sistemi di rilevazione o allarme possono essere soggetti a falsi positivi per escursioni termiche
È raccomandato il posizionamento ombreggiato o coibentato dei presidi, con verifica settimanale della pressione nominale, integrata nel registro di controllo.
Prevenzione operativa: cosa deve cambiare nei mesi caldi
A livello gestionale, suggeriamo di:
- modificare le frequenze di ispezione per impianti elettrici e materiali infiammabili (da mensile a settimanale, in caso di attività continuativa)
- prevedere un modulo stagionale del piano antincendio, con aggiunta di scenari legati al calore (es. generatore che prende fuoco, corto in area scenica, combustione di deposito all’esterno)
- adeguare la formazione degli addetti antincendio, con sessioni brevi focalizzate sull’uso dei presidi in condizioni ambientali avverse
- dotarsi di barriere mobili ignifughe da posizionare tra impianti critici e depositi temporanei (ad es. parco mezzi e area materiali)
Conclusione
L’innalzamento delle temperature non è un fattore generico, ma una variabile tecnica che va integrata nella gestione del rischio incendio con approccio dinamico. Chi lavora in esterno o in ambienti mobili deve aggiornare procedure, controlli e formazione in modo stagionale, basandosi su dati misurabili e azioni documentate.
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